MODIFICHE AL CODICE DEI BENI CULTURALI CON LA LEGGE 40/2026 – SI PUNTA A DIGITALIZZAZIONE, SEMPLIFICAZIONI E APERTURA AI PRIVATI NELLA VALORIZZAZIONE
La Legge 40/2026, entrata in vigore il 14 aprile 2026, ha introdotto significative modifiche al Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. 42/2004), semplificando le procedure burocratiche e digitalizzando la gestione. La riforma introduce il silenzio-assenso per la Soprintendenza (45 giorni) e istituisce l’anagrafe digitale dei beni culturali per mappare musei e luoghi della cultura.
Ecco i punti salienti della riforma:
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- Semplificazione e Silenzio-Assenso: La riforma mira a snellire le pratiche legate al paesaggio. Se la Soprintendenza non si esprime entro 45 giorni, il parere si considera favorevolmente, accelerando i procedimenti amministrativi.
- Anagrafe Digitale (Art. 121-bis):
Istituita presso il Ministero della Cultura, raccoglierà dati su natura, gestione, stato di conservazione e valorizzazione dei beni pubblici, inclusi gli immobili in disuso.
- Circolazione delle opere: Confermata la soglia di valore a 13.500 euro per i beni librari, opere di autori non viventi con oltre 70 anni. Si introducono norme per la circolazione temporanea di opere non esposte nei musei statali.
- Autorizzazioni Paesaggistiche: Pur mantenendo il parere vincolante delle Soprintendenze, il DDL 1372-A approvato nel 2025 ha cercato un equilibrio tra tutela del paesaggio e semplificazione per le autorizzazioni paesaggistiche.
- Digitalizzazione: La gestione dei beni culturali integra ora strumenti digitali avanzati per una maggiore efficienza operativa

