PNRR, ultimo miglio a rischio tra rincari e ritardi. Ance chiede interventi urgenti
Nella fase conclusiva del Pnrr emergono forti criticità per il settore delle costruzioni, tra rincari dei materiali e ritardi nell’avanzamento dei lavori.
Grido di allarme dell’Ance che sollecita misure immediate: adeguamento dei prezzi, maggiore flessibilità e semplificazioni per sostenere imprese e stazioni appaltanti.
Senza correttivi rapidi, il rischio è non completare le opere nei tempi previsti, con un impatto diretto su investimenti e territori.
“La crescita dei prezzi di energia e materiali può riflettersi direttamente sul mercato immobiliare e sui costi delle abitazioni”
Le tensioni geopolitiche in corso in Medio Oriente rischiano di produrre effetti immediati e rilevanti anche sul settore delle costruzioni, con possibili ripercussioni dirette anche sul costo delle abitazioni e sugli investimenti privati nel mercato immobiliare.
È quanto evidenzia il presidente di ANCE AIES Salerno, Fabio Napoli, che si preoccupa delle imprese associate rispetto agli effetti economici del conflitto in atto.
Il settore delle costruzioni è fortemente esposto alle oscillazioni dei prezzi dell’energia e delle materie prime di derivazione petrolifera. L’attuale scenario internazionale sta già determinando incrementi dei costi di produzione a doppia cifra, legati sia all’aumento dei prezzi dell’energia – in particolare gas metano ed energia elettrica – sia al rincaro dei materiali derivati dal petrolio.
In alcuni casi gli aumenti risultano già particolarmente rilevanti: il prezzo di alcune materie prime strategiche, come il bitume utilizzato per le pavimentazioni stradali, ha registrato incrementi che arrivano fino al 50%, con inevitabili ripercussioni sui costi di realizzazione delle opere.
Secondo i costruttori, queste dinamiche rischiano di avere effetti diretti anche sul mercato immobiliare privato. L’aumento dei costi di energia e materiali si traduce infatti in un incremento dei costi di costruzione e, di conseguenza, nel possibile aumento dei prezzi delle abitazioni, con effetti sia per le imprese sia per le famiglie che intendono acquistare casa.
Se per i lavori pubblici esistono strumenti di compensazione e meccanismi di revisione prezzi, nel mercato privato tali strumenti non sono presenti, e le imprese si trovano spesso a dover assorbire parte degli aumenti o a trasferirli sui costi finali degli interventi edilizi.
A questa situazione si aggiungono le prime difficoltà nel reperimento di alcune materie prime di origine petrolifera, elemento che potrebbe alimentare ulteriori dinamiche speculative lungo la filiera produttiva.
Secondo ANCE AIES Salerno, lo scenario che si sta delineando impone un monitoraggio costante dell’evoluzione della crisi internazionale, al fine di individuare tempestivamente le criticità che potrebbero emergere per le imprese del comparto.
«Alla luce dell’esperienza maturata durante la crisi energetica del 2022 – sottolinea il presidente Fabio Napoli – è fondamentale che tutto il sistema si attivi rapidamente per rappresentare le istanze delle imprese presso il decisore politico e valutare l’adozione di strumenti di tutela del settore».
L’obiettivo è evitare che una nuova fase di instabilità internazionale possa tradursi in un rallentamento degli investimenti nel settore edilizio e in un ulteriore aumento dei costi delle abitazioni per cittadini e famiglie.

