Caro materiali e futuro delle costruzioni: Napoli in sintonia con ANCE nazionale

Ance: “Priorità alle imprese e a una programmazione stabile degli investimenti”

Le priorità indicate dal presidente nazionale di ANCE Antonio Ciucci nell’intervista a Milano Finanza trovano piena sintonia nell’azione portata avanti dal nostro presidente Fabio Napoli, da tempo impegnato, anche nelle sedi nazionali del sistema ANCE, a rappresentare le esigenze delle imprese e le principali criticità che interessano il settore delle costruzioni.

In primo piano c’è il tema del caro materiali e della necessità di garantire alle imprese il pagamento delle somme maturate per compensare gli eccezionali aumenti dei costi. Secondo ANCE, tra gli arretrati del 2024 e del 2025 e gli 1,8 miliardi accumulati nel 2026, occorrono complessivamente 3,8 miliardi di euro da corrispondere alle aziende.

Una questione particolarmente sentita anche dal presidente Napoli, che nelle occasioni di confronto con il sistema nazionale continua a richiamare l’attenzione sulla necessità di tutelare la sostenibilità economica delle imprese, che non possono essere chiamate ad anticipare per anni risorse necessarie a compensare aumenti dei costi indipendenti dalla loro volontà.

La convergenza con ANCE nazionale riguarda anche una prospettiva più ampia: costruire una strategia di lungo periodo per il settore, capace di accompagnare le imprese oltre la fase straordinaria del PNRR. Il Piano ha dato una forte accelerazione agli investimenti e ha dimostrato la capacità del comparto delle costruzioni di rispondere alle grandi sfide del Paese. Ora è indispensabile evitare che alla conclusione di questa stagione segua una nuova fase di rallentamento.

Per questo Napoli condivide la necessità di una programmazione pluriennale stabile degli investimenti, con risorse certe e continuità degli interventi, valorizzando pienamente anche le opportunità offerte dai fondi strutturali e di coesione europei.

Casa, accesso al credito, costo dei materiali e continuità degli investimenti pubblici sono quindi i temi sui quali proseguirà l’impegno del nostro Presidente, in raccordo con ANCE nazionale, affinché le istanze delle imprese trovino spazio nei tavoli in cui si definiscono le politiche per il futuro del settore.

In questa direzione va anche la richiesta avanzata da ANCE al Governo di aprire un tavolo strutturale con il mondo delle costruzioni, un comparto che rappresenta circa il 12% del Pil e dà lavoro a 1,7 milioni di persone.

L’obiettivo condiviso è chiaro: dare alle imprese certezze, strumenti adeguati e una prospettiva di lungo periodo, facendo sì che il contributo delle costruzioni alla crescita e alla modernizzazione del Paese non si esaurisca con il PNRR, ma diventi parte di una politica stabile per gli investimenti.

Il Mattino 01_10_2026

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